Scuola di Scrittura NEWS n. 1

24 novembre 2000

Sommario

1. Siti sul fumetto
2. Oberdan libro
3. Perle di saggezza
4. Un nuovo gioco: A pesca di perle

Cari Amici di Scuola di Scrittura.com questa newsletter vi arriverà con un po' di ritardo sul previsto. Il fatto è che l'imprevisto era alle porte: un crash di computer ha bloccato quasi tutto per ben tre settimane.

Ora però la situazione è di nuovo sotto controllo (pant pant!)


1. Siti sul fumetto

A proposito di "pant pant", vi segnalo due siti interessanti sul fumetto:
www.fumetti.org/activity.htm.
www.fumetti.org/cdlc/corsi.htm.

Per uno scrittore che si senta un po' retorico, o un po' prolisso o che, magari, non è del tutto soddisfatto del suo vocabolario perché lo percepisce leggermente antiquato, un bagno nei fumetti può essere salutare. Rapidità, concisione, capacità "icastica", aggiornamento del proprio vocabolario, oltre a un uso pratico di strumenti come l'ironia o il sarcasmo sono alcuni tra gli obiettivi che possono essere raggiunti con un bagno nel fumetto. Poi, naturalmente, come sempre dopo il bagno, è buona norma asciugarsi bene, in modo da non rovinare "il delicato equilibrio del ph della penna dello scrittore": rimanere con troppi fumetti attaccati alla penna, poi, farebbe nascere immediatamente il bisogno di andarsi a fare un bagno di Anna Maria Ortese (per altro consigliabilissimo!)

2. Oberdan libro

Un bagno nel quale, invece, uno vorrebbe rimanere a mollo per ore, è quello che lo spazio Oberdan di Milano ha offerto gratuitamente lunedì scorso e offrirà nuovamente lunedì prossimo e il 18 dicembre. Si chiama:

"OBERDAN LIBRO", ciclo di incontri sulla letteratura.
20, 27 novembre e 18 dicembre
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Intanto un breve cenno sull'incontro di lunedì. Si intitolava "Il mestiere dello scrittore" e sono stati invitati tre scrittori italiani molto noti. Giuseppe Pontiggia (La grande sera, L'arte della fuga e l'ultimo, Nati due volte); Ernesto Ferrero (N) e Vincenzo Consolo (Il sorriso dell'ignoto marinaio) che hanno parlato della loro esperienza di scrittori. Vi confesso che io sono andato all'incontro sperando che ci fossero indizi interessanti anche per la nostra Scuola. E in effetti, gli spunti notevoli sono stati molti.

Quello che, mi pare, sia emerso in modo decisivo è che scrivere è un'attività che mette in gioco tutto l'essere. E questo, indipendentemente da quel che si scrive. Sia che si tratti di un racconto, di un saggio, di un'autobiografia o un libro "d'evasione", scrivere richiede un impegno, uno sforzo notevoli. Se lo si fa seriamente (naturalmente!) Da scrittore ho trovato questa constatazione consolante: il coinvolgimento totale che è necessario nella scrittura dà conto di tutti i problemi e delle difficoltà che si incontrano continuamente nel lavoro quotidiano. Non bisogna scoraggiarsi, quindi, ma considerare gli ostacoli dello scrivere come elementi non solo inevitabili, ma addirittura "necessari" della scrittura. A questo proposito, Giuseppe Pontiggia in particolare ha insistito molto sulla fecondità dei momenti di crisi nella vita di uno scrittore. È proprio dal momento di crisi che, spesso, nascono le idee migliori. Lo sforzo intellettuale, il timore di non farcela, l'insoddisfazione stilistica, in effetti, sono stimoli straordinari, da non temere, ma da far fruttare. In fondo, verrebbe da dire, anche scrivere è un po' partorire: e il parto è quasi sempre doloroso.

Il prossimo incontro sarà lunedì 27 e vedrà ospiti alcuni importanti autori per ragazzi. Magari ci incontriamo lì (perché io non me lo perdo). Altrimenti vi raccontero qualcosa nella prossima newsletter.

3. Perle di saggezza

Restiamo ancora un po' "a mollo" con gli scrittori. Ascoltare le parole di chi scrive è sempre un'esperienza interessante. Guardare gli scrittori, vedere come si muovono, sentire il tono della loro voce è nutrimento dello spirito. Un nutrimento indispensabile perché imbattersi in un pensiero, che si può anche non condividere, ma che è comunque stimolante, è un'occasione da non perdere per "respirare" dentro.

Dall'incontro di lunedì scorso vi lancio qualche frase che mi ha colpito particolarmente.

"Compito quasi 'istituzionale' dello scrittore è seminare il dubbio". Ernesto Ferrero.

"Non si può scrivere se non in un momento di crisi. La crisi, oltre a essere una costante positiva della civiltà, perché costituisce la spinta massima al progresso, è feconda anche per lo scrittore, il quale scrive nella crisi e racconta la crisi." Giuseppe Pontiggia.

"Nella letteratura di consumo, nulla di quel che succede ci riguarda... invece un libro vero, parla direttamente a noi e ci racconta cose che ci capitano veramente." Giuseppe Pontiggia.

"Un libro è come un iceberg di cui si vede solo la piccola parte emersa". Ernst Hemingway (citato da Ernesto Ferrero).

"Diceva Giulio Einaudi che i libri si dividono solo in due categorie: libri sì e libri no. I libri sì sono quelli che, anche se in un particolare, cambiano la tua visione del mondo. I libri no sono tutti gli altri" (citato da Ernesto Ferrero).

"Non si dà capacità di scrittura, se prima non c'è capacità di metabolizzare a fondo la lettura". Vincenzo Consolo

"Scrivere fa bene in ogni caso. Bisognerebbe riuscire a dedicarsi alla scrittura tutti i giorni, così come tutti i giorni bisognerebbe fare ginnastica." Vincenzo Consolo.

4. Un nuovo gioco: A pesca di perle

E, visto che siamo nell'acqua, immergiamoci in cerca di perle. Chi scrive e legge, prima o poi si imbatte in qualche citazione interessante su tutto quanto fa scrittura. L'idea che ci è venuta dopo averne trovate un po', è quella di metterne insieme un numero sufficiente per fare un libro. Più avanti penseremo insieme a come organizzarlo e alla veste grafica e tipografica da dargli. Intanto il gioco è: Trovate e mandate una citazione interessante all'indirizzo info@scuoladiscrittura.com. Corredatela di max dieci righe di commento. Le citazioni e i commenti più interessanti (profondi, divertenti, inquietanti, disorientanti, sconvolgenti) verranno pubblicati sulla bacheca della Scuola (naturalmente, con il nome e cognome del "cercatore di perle").

"Buona pesca!"
"Accidenti, non si dice mai 'Buona pesca'!"
"Caspita, hai ragione: 'In bocca al lupo!"




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