Scuola di Scrittura NEWS n. 5

15 gennaio 2001

Sommario

1. www.bookcafe.net

2. Pia Bonsanti: il libro della memoria

3. Il gioco dei titoli: un successo che cresce

4. Per concludere

 

Cari Amici di Scuola di Scrittura.com,

In questo numero troverete la recensione di un interessantissimo sito che parla di scritture, esordienti e pubblicazioni on line, il ritratto di un'esordiente molto particolare che si è iscritta di recente alla nostra Scuola, e una serie davvero divertente di nuove "invenzioni" per il gioco dei titoli che abbiamo lanciato due numeri fa.

Buona lettura!

 

1. www.bookcafe.net

Se volete divertirvi, fare buone letture e magari scoprire che cosa fanno gli altri esordienti in giro per la rete, collegatevi a www.bookcafe.net. Si tratta di un sito molto articolato e organizzato, dedicato a "narratori inediti e nuove tendenze", e in cui c'è davvero un po' di tutto. Interviste a scrittori e docenti di scrittura, recensioni di libri pubblicati e — cosa davvero interessante - una tribuna aperta agli esordienti.
Tutti possono proporre prose e poesie, racconti e romanzi e vederli in rete. È possibile anche proporre recensioni e confrontarsi con tutta una serie di consigli e di suggerimenti. Domenica scorsa, ad esempio, ci siamo dilettati a leggere una piccola dissertazione sull'allitterazione, un'altra sull'importanza che ha la "riscrittura" nella creazione di un'opera letteraria e, infine, un saggetto sul racconto breve.
Andatevi poi a leggere i racconti (ma direi piuttosto i romanzi — quelli che abbiamo scaricato noi sono superiori alle 200 pagine) che hanno partecipato a un concorso fra i frequentatori del sito, e magari diteci che cosa ne pensate.

 

2.Pia Bonsanti: il libro della memoria

Per più di cinquant'anni, ogni giorno, ha raccontato quel che le accadeva e quel che accadeva intorno a lei sulle pagine delle agende annuali che le regalava la banca presso cui aveva il conto.
Oggi, continua a raccontare quel che le accade e quel che accade intorno a lei. Ma ha iniziato anche a rivedere le diciottomila pagine del suo diario per trasformarle in un romanzo.
Un'opera titanica, in effetti, che però Pia non sta affrontando da sola: a Scuola di Scrittura le stiamo dando una mano.
Non sappiamo che viso ha Pia Bonsanti — ora ce la raffiguriamo esile ma energica, ora esuberante e volitiva; ora con una crocchia di capelli bianchi, ora con una gran massa di riccioli rosso fuoco. Non sappiamo che viso ha, eppure ci sembra di conoscerla da sempre.
Ha cominciato a "girellare" intorno a Scuola di Scrittura due mesi fa. Ci ha mandato una mail in cui chiedeva informazioni... Si capiva che c'era qualcosa che l'attirava e qualcosa che non la convinceva. "Non mi interessa la roba teorica. Non mi è mai piaciuta. Ma se poi vi mando il mio materiale cosa ne fate?" Già, tutto questo gran materiale — che noi ci siamo immaginati fuori controllo, quasi dotato di vita e mobilità propria che le invadeva ogni angolo dalla casa — ma vi rendete conto di cosa devono essere cinquanta agende, inspessite, gonfiate di scrittura? — che la attirava e la spaventava. "Non ho voglia di rimetterci le mani… però mi dispiace che non lo possa leggere nessuno".
E noi a rassicurarla: che la nostra scuola ha un approccio pratico, che non volevamo insegnarle nulla salvo quello che già sapeva, che se avesse mandato il suo materiale l'avremmo conservato gelosamente — nessuno l'avrebbe mai letto ad eccezione del suo editor… che le avremmo inviato una ricevuta…
L'idea di trasformare quel diario smisurato in un romanzo è nata in lei quando siamo riusciti a convincerla che saremmo stati i lettori silenziosi e rispettosi della sua storia e le avremmo soltanto suggerito delle idee, delle strategie per "riprendere il controllo" di quelle cinquanta agende, per renderle nuovamente, anche se diversamente, sue. Naturalmente, l'idea era già dentro di lei. A noi va solo il merito, forse, di averla "tirata fuori". Un po' con le pinze, a dire il vero.
Per un po' non si è più fatta sentire.
Poi, un giorno, inaspettata ci è arrivata l'iscrizione e un primo plico:
"Roma 3 marzo 1957
Oggi sono andata a lavorare per la prima volta dopo l'incidente. Greta non mi ha nemmeno rivolto la parola…"
Ne siamo rimasti affascinati.

 

3. Il gioco dei titoli: un successo che cresce

Il gioco dei titoli sta divertendo un po' tutti, esordienti e amici, iscritti e no.
Mettiamo in rete le trame più divertenti di questi ultimi giorni, in rigoroso ordine alfabetico.

 

Carlo Albertini, che è un nostro iscritto, propone:

L'assistente, di R. Walser
Non è che in Isvizzera la vita nelle università sia migliore che da noi. "L'assistente", è la storia di un precario all'università di Friburgo: nonostante tutti i suoi sforzi per fare carriera non ci riesce, sempre superato da concorrenti prosperose o colleghi rapaci. Finché decide di uccidere il suo professore, mentore e mentitore. Il delitto non viene scoperto e l'Assistente, grazie anche a un testamento falso che fa redigere, succede finalmente alla cattedra del vecchio barone.
Dopo anni, però, anche a lui il potere dà alla testa come agli altri e un suo assistente vessato, scoperto il vecchio omicidio, lo ricatta. Tormentato dei rimorsi, di fronte allo scandalo e alla prospettiva della prigione, l'assistente, piuttosto che cedere la cattedra, si uccide.

 

Maria Rosa Bricchi, editor della narrativa straniera della Rizzoli si è sbizzarita con due titoli singoli e, addirittura inventa una collana:

Fëdor Dostoevskij, Il sosia
Romanzo d'azione e di spionaggio; uno dei tanti nipotini di Grisham.

Henry James, La coppa d'oro
Avventure, intrighi e potere nel mondo dello sport agonistico internazionale.

Una nuova collana di self help. In manualetti agili e chiari, tutte le informazioni sugli aspetti del carattere, i sentimenti, le emozioni. Gli errori da evitare, gli obiettivi da perseguire.
Primi volumi in libreria:

Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio

Gabriele D'Annunzio, Il piacere

Lev Tolstoj, La felicità familiare

 

Fiorenza Cicogna, fotografa e socia dell'agenzia di pubblicità Industrial & Corporate Profiles, rivisita alcuni grandi classici per l'infanzia:

L. M. Alcott, Piccole donne crescono
Manuale di stretching per signore

Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie
Libro di avventure per giovani sardine

Fratelli Grimm, Cappuccetto Rosso
1000 e 1 modi per cucinare la verza

J. M. Barrie, Peter Pan
Il nonno di Peter fa il fornaio.
Alla sua morte Peter eredita il forno e ne continua l'attività.
Il pane di Peter è buono e gli affari vanno discretamente, ma Peter è triste perché uno spietato tiranno da anni opprime il paese. Apatia e indifferenza dilagano, mentre per il quieto vivere la popolazione china il capo di fronte alle pretese del sovrano, di giorno in giorno più assurde.
Alla sagra annuale del paese Peter, nel tentativo di rallegrare i suoi amici, vuole cuocere un dolce veramente speciale, secondo una ricetta che il nonno gli ha lasciato. Come tocco finale, le trecce fragranti vengono cosparse con una polverina bianca.
Ciò che Peter ignora, è che quello che sembra essere del semplice zucchero a velo in realtà ha l'effetto di siero della verità. Anche contro il proprio interesse, chi la consuma non può fare a meno di dire tutto ciò che ha realmente nel cuore.
Alla sagra il dolce ha un grandissimo successo, tutti ne vogliono. Anche il tirannico sovrano avrà la sua parte. L'effetto è stupefacente. Si intuisce come, dopo una serie di divertenti colpi di scena, la magica polverina porterà al rovesciamento dell'oppressore, costretto suo malgrado a dichiararsi ladro e tiranno.

 

Flavio Fergonzi, che insegna Storia dell'arte contemporanea all'università di Trieste propone una sola trama, ma davvero buona:

Torquato Tasso, La Gerusalemme Liberata
Il libretto rosso del giovane Helzbollah

 

Laura Figini, una nostra iscritta, invece, se la prende con il padre Dante:

La vita nuova
Le tragicomiche disavventure di Dantelle, disposta a tutto pur di trovare un chirurgo plastico che le riduca la vita fino a farla diventare della mitica misura "60" e conquistare così il bel Petraccio. Ma purtroppo, dopo l'operazione, comincerà a passare da un Convivio all'altro, perdendo presto la snellezza.

 

Franco Grassi, editor responsabile della BUR, ci regala un romanzo mirabolante, sfrenato e a tinte forti, che non ci sentiremmo di raccomandare come lettura per le scuole medie (i soliti borghesi!):

Alessandro Manzoni, I promessi sposi

Protagonisti:

Lucia (Anna Falchi) spogliarellista onorata dalle mutandine rosse che si leva a richiesta sulla piazza del paese;
Renzo (Daniele Luttazzi) feticista e amante degli afrori che emanano dalle suddette mutandine e suo protettore (di campagna) che incassa i proventi derivanti dalla pubblica esibizione.
Ma su loro grava l'ombra di Don Rodrigo (Zaccaria), impresario di spettacoli e lenone, che, consapevole delle grandi possibilità di Anna/Lucia, vuole strapparla a Renzo e portarla nella metropoli di Monza a esibirsi nel Night-Club bordello "Al convento" gestito da Agnese (Marina La Rosa), sempre accolta dal pubblico al grido gioioso di "A faccela vede, a faccela toccà: tirala fora".
Rodrigo/Zaccaria la fa rapire da un suo bravo, il Griso Taricone, ricercato dalla Santa Inquisizione perché una volta ha sostenuto di avere un'anima e di pensare.
Dopo mille peripezie Renzo e Rodrigo decidono di unire le loro forze e di farla esibire in un nuovo night, "Il Lazzaretto", molto frequentato e gestito da un frate che ha gettato la tonaca, Cristoforo (alias Silvio Berlusconi): un trionfo travolgente che determina la chiusura di tutti gli altri night del vicereame gestiti da due fratelli (Tonio Veltroni e Gervaso D'Alema).
Tutto procede a gonfie vele fino a quando interviene il governatore di Milano Ferrer (Francisco Javier Borrell), su delazione di Griso/Taricone, pagato da Tonio/Walter e da Gervaso Massimo, che accusa Cristoforo/Berlusconi di conflitto d'interessi in quanto possiede anche l'appalto per la rappresentazione di "misteri sacri" dopo le messe festive.
Viene lanciata allora l'operazione "Mutande pulite": Cristoforo/Berlusca dà fuoco al "Lazzaretto" e vi muore tra atroci tormenti; Griso/Taricone sequestra per turpi fini Gertrude/Marina ("Da questo momento la fai vede' solo a mme"); Tonio e Gervaso litigano sul nome da dare a un nuovo locale: "L'Ulivo" o "Gli Ulivi". Renzo/Daniele e Lucia/Anna riparano in terra di San Marco dove riprendono lo spettacolo usando però solo mutandine bianche in quanto il rosso è prerogativa del Doge.

E tutti vissero felici e contenti.

 

Infine Fulvia Zoppi, una nostra giovanissima iscritta, propone una trama un po' nostalgica:

Simone de Beauvoir, I mandarini
Sull'onda dei ricordi, un vecchio agricoltore rievoca il passato, quando c'erano i mandarini, e non le clementine. Era il tempo in cui si preferivano i sapori veri, anche se la vita aveva le sue difficoltà, i suoi ostacoli: i noccioli dei mandarini. Oggi, invece, non vogliamo più ostacoli e pur di evitare i noccioli siamo disposti ad accettare anche i sapori più scialbi.

 

4. Per concludere

"Il libro è una lettera che non ha busta né indirizzo. Riguarda la vita di
tutti noi, di ciascuno di noi. È nostra, ma anche di persone che non sono
più, o non sono ancora. Nulla più di un libro ci fa consapevoli di appartenere
a una comune umanità, illuminata e tormentata dalle medesime speranze e
angosce. Il libro non sa dove va, chi incontrerà, come sarà accolto;
essoviaggia in mezzo a noi, come un meraviglioso enigma."

(Giorgio Manganelli, segnalato da Evaldo Violo)

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